Puntare la sveglia alle 4.30 e andare a vedere l’alba al mare. Una consuetudine che cerco di perpetuare almeno una volta all’anno. La prima volta che è capitato ero una bambina di non più di sei anni, eppure ricordo ancora nitidamente di aver dato la buonanotte a mia madre, che aveva acceso la luce della cucina per farci alzare dal letto a castello, condiviso con mia sorella maggiore, nel minuscolo appartamento in cui trascorrevamo le ferie al mare. E ho una vaga coscienza della sua risposta, pur avendo perso nel tempo gli altri dettagli. Conservo qualche sensazione: il freddo del vento dell’alba e il sapore del bombolone per colazione, come premio per la levataccia e poco altro.
Forse perché crescendo sono diventata nostalgica, da anni mi impegno a ritagliarmi una mattina per compiere questo rito, anche se include una cinquantina di chilometri in auto e non prevede più la colazione con quell’oggetto del desiderio che è il bombolone alla crema. Proprio quello che ti offrono al mare, con la pasta sottile e pochissima crema, ma con un’esplosione di gusto che compensa la delusione per il vuoto che gonfia la pasta. Perché nulla vieta di prenderlo anche in città, ma è diverso, tanto che mai mi verrebbe in mente di chiederlo, le rare volte in cui faccio colazione fuori casa. La divagazione culinaria supporta la tesi iniziale, probabilmente è la nostalgia che mi muove, più che l’impellenza di vedere nascere il giorno.
O forse non del tutto, perché quando il sole fa capolino dall’orizzonte marino, mentre il vento fresco fa rizzare i peli nonostante la felpa e lo sciabordio del mare accompagna il volo dei gabbiani e il cielo rischiara, non riesco a non commuovermi. Sarà vero, come scrivono i saggi, che nemmeno la notte più scura può impedire al sole di sorgere, ma ogni volta che accade è un’emozione. Aspettare il sole coi piedi appoggiati alla sabbia fredda, la stessa che in poche ore renderà rovente e intuirne la presenza coi primi riverberi che colorano l’orizzonte. Una tavolozza di colori, con una gamma tonale che solo la natura riesce a immaginare e che muta rapidamente.
Spunta una lama di luce arancione e in pochissimo tempo il sole riprende il suo posto nel cielo, scaldando la terra; come per magia la vita riprende e anche i gabbiani, prima silenti, ricominciano le loro chiacchiere petulanti. La luce che si riflette sul mare increspato, i primi bagnanti mattinieri che camminano a riva fermandosi a guardare le conchiglie sulla battigia, gli stabilimenti balneari che si rianimano, coi bagnini intenti a predisporre l’accoglienza per i clienti. Una scena vista tante volte, ma che mi piace osservare ancora, con la soddisfazione di una promessa mantenuta, non so bene se alla me bambina, al mare o al sole.

Che bel post! Io le uniche albe le ho viste viaggiando, su un traghetto, in auto o perché mi ero alzata per andare in bagno 😊. Trovo che sia una bellissima cosa quella di puntare la sveglia per vedere l’alba. Prima o poi lo farò anch’io. Per ora cerco un bombolone ché mi hai fatto venire l’acquolina. Buona giornata!
E poi l’alba, per me, è il momento del giorno che racchiude tutte le opportunità, è una pagina bianca da cui ricominciare.
E comunque il bombolone è sempre un’ottima idea. Grazie per essere passata di qua!