Ieri sera sono stata a teatro, invitata da amiche coetanee, a vedere un delizioso spettacolo dal titolo “Donne in bilico (sui tacchi e sugli ormoni)”. Il numeroso pubblico che affollava il teatro era rappresentato per la maggior parte da donne, salvo qualche accompagnatore, e comunque tutti over 40, una platea omogenea che ha contribuito alla buona riuscita della serata. Un sentimento di condivisione e di riconoscimento ha infatti accolto la riflessione sulla menopausa oggetto sia del docufilm, sia della travolgente performance di Maria Pia Timo. Eravamo un pubblico di persone che sta vivendo, ha vissuto, o subisce di riflesso, gli effetti che questa nuova fase dell’esistenza comporta. E ascoltare le parole di altre donne che temono i cambiamenti inevitabili, dall’umore instabile, alle vampate di calore nei momenti meno opportuni, sino alla bilancia che diventa un incubo, è stato quasi un sollievo. Perché è proprio questo che accade. Se da una parte la maturità ti consente di sentirti più sicura delle tue capacità, delle tue competenze professionali, dei tuoi obiettivi, dall’altra il non sentirti più bene col corpo, che sfugge e invecchia, è una verità difficile da accettare.
Un passaggio naturale, di cui però un po’ ci si vergogna. Magari ti osservi allo specchio e quello che ti restituisce non collima con l’immagine che hai di te, ancora giovane. Cosa sono tutte quelle rughette o i capelli bianchi o lo sguardo che si appanna per la presbiopia?
Ammetto che ero restia all’idea di andare a teatro, i cinquant’anni mi hanno sottratto la voglia di ridere: mi fa arrabbiare fare i conti con la stanchezza perenne, la tachicardia a mille, i vestiti che non stanno più. E invece sono grata alle amiche che mi hanno invitata e a chi ha organizzato questo spettacolo: il monologo di Maria Pia Timo ha affrontato con grazia e ironia la mia quotidianità e ho riso tanto, assieme al pubblico, donne e uomini complici.
Molto godibile e ben fatto anche il docufilm, le testimonianze di persone alle prese coi miei stessi problemi, mi ha fatto sentire meno sola. Perché è davvero strano, nell’arco della stessa giornata, passare dal risolvere problemi, essere autorevoli, alla crisi più nera per una sciocchezza, una bagattella che diventa un problema insormontabile e che provoca crisi di pianto, sino al vergognarsi nel togliersi i vestiti e guardarsi a causa di quel girovita, che proprio non va. Mi impegnerò ad accettarmi, a essere chill.
E pensare con orgoglio, come chiosa Timo, “che la madre dei cretini non va mai in menopausa.”