“Per colpa” del podcast di Luca Bizzarri ho visto un film che mi ha spezzato il cuore. “Anni difficili”, suggerito in una recente puntata di “Non hanno un amico”, è un film di Luigi Zampa del 1948, tratto da “Il vecchio con gli stivali” di Vitaliano Brancati. Un delizioso film, delicato, ironico, dolente.
Una storia che sintetizza come l’etica sia un lusso che non tutti possono permettersi. Quando sei una persona onesta, con un lavoro che consente una vita appena dignitosa e ti ritrovi a dover scegliere tra lo scrupolo morale e il mantenere la famiglia, cosa puoi fare? Paura, quieto vivere, pressioni sociali e alla fine, pur contro voglia, si china il capo e si accetta di venir meno a un ideale, in nome dell’urgenza della quotidianità. Il tutto in un contesto popolato di soggetti che accettano con entusiasmo la violenza e i soprusi, in nome di una presunta superiorità di nascita e altri che si oppongono, ma nell’ombra, per timore di pagarne le conseguenze, persone benestanti, che non avendo necessità concrete possono essere contro il pensiero dominante, senza esporsi. Giusti, ma vigliacchi.
Un film che è arrivato proprio in un momento in cui letture e riletture si concentrano su un periodo buio della storia, di cui si sentono pesanti echi anche oggi, “L’Agnese va a morire”, “La ragazza di Bube”, “Scatto matto” la biografia del fotografo Adolfo Porry-Pastorel. Testi che offrono angolazioni differenti di quel ventennio che ha segnato così pesantemente la vita della nazione.
La visione della pellicola in bianco e nero ha picchiato duro su una ferita già aperta da un po’, una serie di riflessioni su un tempo che non sento più mio, un quotidiano che non comprendo e il dubbio: anch’io come Aldo Piscitello accetterei di scendere a compromessi per salvaguardare lo status quo? Per sottrarmi al giudizio dei più, per soddisfare le aspettative di chi amo? La risposta mi spaventa e preferisco non darmela.
Il film è straordinariamente attuale ed è visibile su Prime. Quanto al podcast che ha innescato questa breve riflessione, è da ascoltare, ogni giorno offre uno spunto di riflessione sull’attualità.
E c’è sempre bisogno di pensare.
